Nel 1950, un giovane padre di famiglia di soli
37 anni, Evasio Ganora, partiva per il suo viaggio della speranza a
Lourdes. Da tempo soffriva di una malattia che in quel periodo era assolutamente
incurabile: il linfoma di Hodking. Lasciava a casa la moglie Emma e
i cinque figli in ancora tenera età. Le forti febbri che lo attanagliavano,
l’inappetenza che oramai si protraeva da un po’, lo rendevano
estremamente debole, tanto che i medici gli sconsigliavano di partire
per un viaggio così lungo. Ma lui, dopo essersi consultato con
la moglie, decise di partire lo stesso. Il figlio Celestino, nelle sue
testimonianze, ricorda ancora molto bene quel periodo, nonostante fosse
ancora un bambino. “Mio padre era stato invitato da un barelliere.
Decise di partire. Quando lo accompagnammo al treno non sapevamo se
lo avremmo ancora rivisto vivo. Durante il viaggio ebbe una forte crisi,
poi si riprese. Al suo arrivo a Lourdes venne sistemato nella sua camera,
poi fu accompagnato alla Grotta. Qui, vedendo tanti bimbi ammalati,
pregò la Vergine dicendo: “Se tu vuoi puoi guarirmi: a
casa ho figli ancora piccoli e mi piacerebbe vederli crescere! Però
questi fanciulli hanno bisogno più di me, pensa prima a loro.
Io una parte della mia vita l’ho vissuta”. Il giorno dopo,
il 2 giugno, si recò alle piscine. Appena immerso avvertì
un grande calore in tutto il corpo e sentì la forza di alzarsi.
Rivestitosi, uscì camminando da solo. I barellieri che lo avevano
accompagnato furono molto meravigliati: riuscirono a convincerlo a tornare
in camera per riposare. Qui dopo tanto tempo che non si nutriva, chiese
pane e salame. Durante la notte un’abbondante sudorazione lasciò
le lenzuola del suo letto di un colore della ruggine, che nemmeno le
lavanderie riuscirono a togliere. Evasio Ganora trascorse il resto del
Pellegrinaggio al servizio degli ammalati. Al ritorno la moglie lo attendeva
preoccupata alla stazione e lo vide scendere circondato dagli altri
barellieri. Da allora tornò diverse volte a Lourdes, con il Pellegrinaggio
e per sottoporsi a tutti gli accertamenti del Bureau Medical per il
riconoscimento del Miracolo. E nel 1955 con un decreto il Vescovo di
Casale, Mons. Angrisani, dichiarò che Evasio Ganora era stato
guarito per intervento miracoloso che la scienza non era in grado di
spiegare.
31/1/2007
tempi, costi e informazioni sui pellegrinaggi
di Lourdes e di Roma
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